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Nel porto di Portoferraio

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Nel porto di Portoferraio | story.one

𝗠𝗶𝘁 𝗱𝗲𝗺 𝗪𝗶𝗻𝗱

Mit zwölf fuhr Giuseppe Fracassa das erste Mal aufs Meer. Sein Vater Luigi nahm ihn, so oft es ging, mit zum Fischfang auf hoher See. Sieben Jahre später musste der Sohn das Ruder übernehmen. In einer stürmischen Nacht traf eine wütende Welle seinen Vater – die Fische in der Tiefe des Meeres holten ihn zu sich.

Giuseppe Fracassa, seit über 40 Jahren Capitano auf seiner Capitan Fracassa, verlässt jeden Tag nach Sonnenuntergang den Hafen von Portoferraio. Es ist die Pflicht, seine unausweichliche, seine unerlässliche Pflicht, die ihn aufs Meer ruft, zu den Fischen weit draußen. Das ist er seinem Vater, der von einer Sekunde auf die andere vor seinen Augen aus dem Leben verschwand, schuldig: jede Nacht an seinem Grab zu ankern. Das Meer gibt, das Meer nimmt – die Capitan Fracassa ist sein Schicksal, sagt er, den Blick aufs Wasser gerichtet.

Sein Schiff ist seine Heimat. Ein Zuhause, eine Familie – nein, das gibt es für ihn nicht, Giuseppe schüttelt den Kopf. Er zeigt mir ein Bild von seinem Vater, in der Kajüte hängt es an einem Seil. Am späten Nachmittag sehe ich ihn am Kai sitzen. Er empfängt die noch wärmende Sonne des Tages, die seinem Rücken guttut. In Gedanken versunken flickt Giuseppe seine Netze.

𝗖𝗼𝗻 𝗶𝗹 𝘃𝗲𝗻𝘁𝗼

Giuseppe Fracassa andò in mare per la prima volta all'età di dodici anni. Suo padre Luigi lo portava a pescare in alto mare il più spesso possibile. Sette anni dopo, il figlio ha dovuto prendere il timone. Una notte di tempesta, un'onda furiosa catturò suo padre – i pesci nelle profondità del mare lo presero in mezzo a loro.

Giuseppe Fracassa, capitano sul sua Capitan Fracassa da oltre 40 anni, lascia il porto di Portoferraio ogni giorno dopo il tramonto. È il dovere, il suo ineluttabile, indispensabile dovere che lo chiama – in mare, lontano, ai pesci. I sensi di colpa nei confronti di suo padre, che è scomparso dalla sua vita da un secondo all'altro: si ancori alla sua tomba ogni notte. Il mare dà, il mare toglie – la sua nave, Capitan Fracassa, è il suo destino, dice, gli occhi fissi sull'acqua.

La sua nave è la sua casa. Una casa, una famiglia? … No, non c'è, Giuseppe scuote la testa. Mi mostra una foto di suo padre – è appesa annodata con una corda nella cabina della nave. Nel tardo pomeriggio lo vedo seduto sul molo. Si sta godendo il sole ancora caldo del giorno, che fa bene alla sua schiena. Perso nei suoi pensieri, Giuseppe sta riparando le sue reti.

© Bernd Lange 2021-09-20

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